Datazione dei documenti del NT.
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Introduzione
Despite the testimony of the early church Fathers, earlier in the 20th century it was commonly claimed that the gospels were not written until some 100 years after Christ. This view had gained fashionability as a result of the theories of higher criticism, which were only really plausible if one assumed a process of gradual development of the gospel stories. però, when the basis of these later datings is examined they prove to be extremely fragile; being based mostly upon the assumptions of the theory they are required to support.
Very late datings for the gospels may be dismissed fairly readily. Citations of Matthew, Segno, Luke and Acts appear in the letter of Clement of Rome (died c. ANNO DOMINI 102) to the Corinthians; a document dated around AD 95 and generally accepted as genuine. John is also cited by Ignatius, che è morto c. ANNO DOMINI 117. È interessante notare, fino a poco tempo fa era il vangelo di Giovanni, l'ultimo ad essere scritto, che aveva prodotto il primo manoscritto esistente – un frammento nella Biblioteca John Rylands, Manchester, Regno Unito, che la maggior parte degli studiosi datano nel mezzo 125 e 175 A.D*. Il fatto che sia stato ritrovato in Egitto indica che a quell'epoca i vangeli erano già ampiamente diffusi.
* Lo commenta la Biblioteca, sebbene la data fosse originariamente stimata 100-150 ANNO DOMINI, “Ricerche recenti indicano una data più vicina 200 A.D'. L'intervallo di date sopra citato si basa sul lavoro di Orsini e Clarysse, e sembra riflettere l’attuale consenso degli studiosi. Per ulteriori informazioni vedere questo articolo di Wikipedia.
La distruzione del tempio
The principal and most frequently cited argument for a late dating of the gospels relates to the destruction of the Jerusalem temple in AD 70. It was claimed that since all the synoptic gospels make reference to this event they must have been written afterwards.
But what is remarkable about the New Testament documents is that nowhere in the gospels or epistles is this destruction said to have already taken place.
On the contrary, the references are in the context of prophecies made by Jesus when the temple was still standing. This makes it all the more remarkable that none of the gospel writers make any comment about the fulfillment of this prophecy – because this is entirely out of keeping with their observed practice of pointing out where Jesus fulfilled Old Testament prophecy, o anche le sue stesse previsioni sulla sua risurrezione. atti, che è chiaramente un seguito di Luca, non fa menzione di questo evento anche se ci sono molti riferimenti a Gerusalemme; né lo fa nessuna delle epistole. Solo nell'Apocalisse, che potrebbe essere stato scritto dopo d.C 70, troviamo quello che potrebbe essere un velato riferimento. Poiché questa fu la peggiore catastrofe capitata agli ebrei a memoria d'uomo, e una chiara rivendicazione di Gesù’ parole, questo silenzio è assordante.
Se i vangeli fossero stati scritti dopo la caduta di Gerusalemme non ci sarebbe stato bisogno di nascondere questo fatto. (L'Antico Testamento, Per esempio, contiene molte prove di una redazione successiva, con espressioni come, «fino ad oggi.»’ che si verificano in molti luoghi.) Allo stesso modo in entrambi Luca (1:1-4) e Giovanni (21:24) gli scrittori sono piuttosto sinceri riguardo al fatto che stanno compilando i loro vangeli in modo retrospettivo, utilizzando testimonianze oculari e resoconti documentari.
L'incendio di Roma
Inoltre, il racconto degli Atti (IL seguito a Luca) termina con la prigionia di Paolo a Roma (ANNO DOMINI 60-22), senza fare menzione dell’incendio di Roma e della conseguente persecuzione dei cristiani da parte di Nerone nell’AD 64, o l'inizio della rivolta ebraica nell'AD 66; quindi una data successiva a questa è altamente dubbia.
Di conseguenza la conclusione logica, sulla base delle evidenze interne, è quello i vangeli predare la caduta di Gerusalemme e si basavano sulla testimonianza di testimoni, integrato da note scritte (vedere sotto).
Obiezioni storiche alla critica superiore
Le argomentazioni di critica più alta are based upon the idea that the theology of the early church was gradually developed over a period of time in order to meet the needs of the early church. The main implication of this is the assumption that the miraculous elements of the gospels, including the resurrection, are later additions; and that the first generation of Christians had little, if any, interest in preserving an accurate historical account of the life of Christ. This requires that either:
- the gospel writers were aware that the accounts they were presenting were not factual, O
- the gospels were not recorded in their present form until well after the event.
The obvious difficulty with both suggestions is that the gospel writers insist the details they record are factual (cfr. Luca 1:1-4, John 19:35 e 21:24). If they are not, è difficile considerarli come opera di uomini onesti. Persino i critici più elevati generalmente si astengono dal suggerire una falsificazione deliberata. La cultura greco-romana in cui si sviluppò il cristianesimo primitivo è radicalmente diversa dalla Palestina di Gesù’ giorno: lo stesso vale se si dimostra che i vangeli riflettono accuratamente le condizioni della Palestina del I secolo, poi i critici più alti’ la richiesta di una datazione successiva è screditata.
È proprio in questo ambito che il patrimonio della ricerca storica dell’ultimo secolo ha operato così fortemente per ristabilire la fiducia nei documenti del NT. Libri come i Vangeli e gli Atti contengono una ricchezza di dettagli storici e culturali; e più si apprende sulla cultura ebraica e greco-romana di Gesù’ giorno, tanto più evidente diventa che l'accuratezza e il dettaglio delle informazioni fornite escludono di fatto la possibilità di successivi abbellimenti.
Ecco alcune sentenze gravi sull'argomento (da studiosi scettici, non fondamentalisti della Bibbia):
“Luca è uno storico di prim'ordine … questo autore dovrebbe essere collocato insieme al più grande degli storici.” (Sir William Ramsay, “La portata delle recenti scoperte sull’attendibilità del Nuovo Testamento”.’ Prima delle sue ricerche archeologiche in Asia, Ramsay aveva creduto che Luke fosse totalmente inaffidabile.)
“Come studioso delle Scritture occidentali sono propenso a dubitare di queste storie, ma come storico sono obbligato a ritenerli attendibili” (Dott. Peter Stuhlmacher, 'Tempo’ rivista, 15/8/88)
“L'intervallo quindi tra le date della composizione originale e le prime testimonianze esistenti diventa così piccolo da essere di fatto trascurabile, ed è stato ora rimosso l'ultimo fondamento per ogni dubbio che le Scritture siano pervenute a noi sostanzialmente così come furono scritte. Sia l'autenticità che l'integrità generale dei libri del Nuovo Testamento possono essere considerate definitivamente stabilite.” (Sir Frederick Kenyon, direttore e bibliotecario principale del British Museum, “La Bibbia e l’archeologia’)
Dott. John A.T. Robinson, di "Onesto con Dio".’ fama, nel suo libro, «Redazione del Nuovo Testamento’ conclude inoltre che le prove ora disponibili mostrano che l'intero Nuovo Testamento fu scritto prima della caduta di Gerusalemme nell'AD 70.
L"attuale consenso sugli appuntamenti
Fino a poco tempo fa, il consenso generale degli studiosi avrebbe collocato Marco al primo posto in AD 64-70, Matteo all'AD 70-80, Luca c. ANNO DOMINI 80, con gli Atti qualche tempo dopo, e Giovanni C. ANNO DOMINI 90. Queste datazioni erano basate principalmente, come discusso in precedenza, sull'argomentazione non valida riguardante la distruzione del tempio e le teorie dell'alta critica.
Pubblicazioni più recenti suggeriscono ora che Marco dovrebbe essere datato c. ANNO DOMINI 50, Matteo c. ANNO DOMINI 55, Luca c. ANNO DOMINI 59 e Atti c. ANNO DOMINI 63. Non tutti gli studiosi hanno abbracciato questa posizione, Ovviamente. Attualmente, il consenso generale sembra essere d.C 63-70 per Luca e 60 d.C. circa per Marco. Datazioni intorno all'AD 60 poiché i vangeli sinottici si adattano bene al Nuovo Testamento disponibile e ad altre prove storiche. Tutte queste date collocano chiaramente i vangeli nella vita dei cristiani della prima generazione e dei testimoni oculari di Gesù’ vita e ministero.
Giovanni è ancora generalmente datato intorno all'AD 90; anche se alcuni studiosi, incluso J.A.T. Robinson e Thiering ora sostengono che potrebbe addirittura essere antecedente a Mark.
Queste non sono le uniche fonti del Nuovo Testamento generalmente accettate come contemporanee agli apostoli; abbiamo anche le epistole.
- In particolare, le seguenti epistole di Paolo sono generalmente accettate come autentiche anche dagli studiosi scettici, e le opinioni sulle loro date sono normalmente coerenti entro pochi anni da quelle successive:
- ANNO DOMINI 51 I Tessalonicesi
- ANNO DOMINI 52 II Tessalonicesi
- ANNO DOMINI 53 Galati
- ANNO DOMINI 55 I Corinzi, II Corinzi
- ANNO DOMINI 57 Romani
- ANNO DOMINI 60 Colossesi, Efesini, Filemone
- ANNO DOMINI 61 Filippesi
All of these dates place the Gospels and Pauline epistles within the lifetimes of the Apostles and other eyewitnesses of these events: so that there is no sound historical basis to question their authenticity. Ovviamente, if the attributions of the other epistles are correct, then these must also be contemporaneous. I have, Tuttavia, avoided citing them in order that an examination of the evidence for the resurrection can proceed upon a basis of general scholarly endorsement.
creazione pagina Kevin king
