Testimonianza delle prime fonti della Chiesa.
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Il Nuovo Testamento rivendica la paternità.
- Secondo una pratica convenzionale dell'epoca, nessuno dei vangeli nomina esplicitamente i propri autori. però:
- un) Le presentazioni a Luca (1:1-4) e Atti (1:1-2), combinati con i loro stili di scrittura, dimostrare che questi sono stati scritti dallo stesso, altamente istruito, persona. L'introduzione al vangelo indica che era a conoscenza dell'esistenza di altre testimonianze di Gesù’ vita, ma stava cercando di presentare un resoconto ordinato più accuratamente di quanto tentato in precedenza; mentre l'introduzione agli Atti mostra che questo fu scritto come seguito al Vangelo. Passa dalla terza persona alla prima persona plurale (il cosiddetto “noi”.’ passaggi) in parti dei capitoli degli Atti 16, 20, 21, 27 e 28 indicano che fu compagno di viaggio di S. Paolo.
B) Il vangelo di Giovanni contiene una serie di riferimenti a un discepolo senza nome che era particolarmente amato da Gesù e che si appoggiò a lui durante l'ultima cena per chiedergli l'identità’ traditore. Questo discepolo senza nome è identificato in Giovanni 21:20-4 come fonte primaria del Vangelo. Chiaramente non è Peter, che viene spesso menzionato per nome: ma la descrizione e altri indizi si adattano bene a John, che non viene nemmeno nominato esplicitamente. Allo stesso autore sono attribuite le epistole di Giovanni; anche se ancora una volta non è nominato in nessuno di essi. Giovanni è anche esplicitamente identificato come l'autore dell'Apocalisse: sebbene questo non contenga materiale rilevante per la presente discussione.
- C) C'è poca controversia scolastica sulla maggior parte delle epistole di San Paolo, a parte quelli a Timoteo e Tito. Presentano uno stile e un contenuto dottrinale distintivi e sono sempre chiaramente identificati come opera sua, un punto che Paul cita come caratteristica di autenticazione in 2 Questo 3:17. (Si noti che la Lettera agli Ebrei lo fa non rivendicare la paternità paolina.)
- D) Entrambi 1 e 2 Peter dichiara esplicitamente la loro paternità. Ciò è stato contestato da alcuni studiosi, anche se rimane la visione tradizionale. Tuttavia, per evitare discussioni inutili, non vengono citati nella presente discussione.
- e) L'epistola di Giuda afferma che è stata scritta da Giuda, fratello di Giacomo. però, offre poche prove dirette riguardo alla risurrezione, quindi non è citato in questa discussione.
Le prove interne relative alla datazione dei documenti del Nuovo Testamento verranno discusse separatamente.
Testimonianza dei primi Padri della Chiesa.
- Policarpo (ANNO DOMINI 69-155)
- Policarpo, vescovo di Smirne, fu discepolo personale dell'apostolo Giovanni, e fu bruciato sul rogo dopo aver rifiutato pubblicamente di abiurare la sua fede. Una lettera scritta alla chiesa di Filippi (da non confondere con la lettera del NT scritta da Paolo) è tutto ciò che sopravvive dei suoi scritti: ma è importante come fonte per gli scrittori successivi.
- Papia (ANNO DOMINI 60-140)
- Papia era vescovo di Hierapolis in Frigia, e uno scrittore prolifico. I suoi scritti sopravvivono oggi solo in citazioni di altri autori, come Eusebio e Ireneo. Irenaus ci dice che era compagno di Policarpo e aveva anche ascoltato personalmente Giovanni. Eusebio cita un passaggio in cui Papia descrive come interrogava avidamente chiunque incontrasse e avesse una conoscenza diretta degli Apostoli e dei primi leader della chiesa. Eusebio cita anche la seguente affermazione di Papia:
'Segno, divenuto interprete di Pietro, annotò accuratamente tutto ciò che ricordava, senza però registrare in ordine ciò che è stato detto o fatto da Cristo. Perché nemmeno lui ascoltò il Signore, né lo seguì; ma dopo, come ho detto, (partecipato) Pietro, che adattò le sue istruzioni alle necessità (dei suoi ascoltatori) ma non aveva intenzione di dare un resoconto coerente degli oracoli del Signore. Quindi Mark non ha commesso errori, mentre così scriveva alcune cose così come le ricordava; infatti si preoccupò di non omettere nulla di ciò che aveva sentito, or to set down any false statement therein.’
- Papias is also recorded as saying:
‘So then, Matthew composed the oracles in the Hebrew language, and each one interpreted them as best he could.’
- Scholars differ as to whether Papias meant that Matthew wrote in Hebrew, or in Aramaic, the colloquial dialect of the Jewish people.
- Ireneo (ANNO DOMINI 120-190)
- Irenaus was a pupil of Polycarp, who as noted above was a disciple of John himself. He records that:
‘Matthew also issued a written Gospel among the Hebrews in their own dialect, while Peter and Paul were preaching at Rome, and laying the foundations of the church. After their departure, Segno, the disciple and interpreter of Peter, did also hand down to us in writing what had been preached by Peter. Luke also, the companion of Paul, recorded in a book the Gospel preached by him. Dopo, John, il discepolo del Signore, che si era appoggiato al suo petto, pubblicò lui stesso un Vangelo durante la sua residenza a Efeso in Asia.’
- Clemente d'Alessandria (ANNO DOMINI 155-220) dice anche di Marco:
'Quando, a Roma, Pietro aveva predicato apertamente la parola e mediante lo spirito aveva proclamato il vangelo, il numeroso pubblico incalzava Mark, che lo seguiva da molto tempo e ricordava quanto era stato detto, per scrivere tutto. Questo lo ha fatto, rendendo il suo vangelo disponibile a tutti coloro che lo desideravano.’
Riepilogo
Sebbene gli autori del Vangelo non siano menzionati nel Nuovo Testamento stesso, le loro attribuzioni tradizionali sono confermate dai primi Padri della Chiesa. Queste sono le autorità che avevano vicino, legami ben definiti con gli apostoli e altri cristiani della prima generazione ed erano pronti a morire per la loro testimonianza.
Secondo la testimonianza di queste prime fonti, Matteo è stato il primo vangelo scritto nel Nuovo Testamento. Poiché Irenaus dice che fu fatto mentre Pietro e Paolo erano a Roma, ciò colloca i Vangeli dopo la maggior parte, se non tutto, le epistole di Paolo (Roma è la destinazione finale di Paolo).
Segno (generalmente identificato come John Mark, discepolo di Gerusalemme menzionato più volte negli Atti) scrisse poco dopo, sulla base della testimonianza di Pietro. Luca scrisse più tardi il suo vangelo, seguito dagli Atti, con Giovanni che è l'ultimo degli ultimi principali testimoni della risurrezione ad essere registrato.
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