Inferno da vincere o paradiso da pagare – Appendici
Hai qualche problema con l'idea di un Dio amorevole che condanna le persone all'eternità all'inferno?? Indipendentemente dalla tua posizione dottrinale su questo argomento, dovresti. Perché nessuno ha mai avuto un problema più grande di Dio stesso in questo senso…
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Le seguenti appendici offrono un'ulteriore discussione di questioni specifiche che sono state toccate più brevemente nel testo principale:
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- Appendice A – Quanto dura un eone?
'Eone,’ o ‘Eon’,’ è una traduzione della parola ebraica, 'olam'; il cui significato originale era "un periodo inconoscibilmente remoto nel passato o nel futuro" o "in perpetuo". E questo è il senso in cui è usato in tutto l'Antico Testamento.; con la possibile eccezione di pochissimi testi dell'ultimo A.T. libri da scrivere. Ma nelle successive discussioni rabbiniche e nella liturgia, risalente al periodo medio o tardo del Secondo Tempio (300 a.C. circa o successivo), cominciò ad essere usato nel senso di “età” o “mondo”,
Facciamo fatica a cogliere il concetto di tempo infinito; anche se ci troviamo costretti ad ammetterlo, per Dio, questo deve essere un aspetto inevitabile della sua natura. La prospettiva di una felicità infinita sembra grandiosa: ma il contrario, senza alcuna prospettiva di sollievo, sembra così terribile che istintivamente resistiamo a un'idea del genere. Poiché l’inglese “aeon” deriva dal greco “aion’ (il cui significato è variato maggiormente nel tempo) molti commentatori tendono a favorire traduzioni che minimizzano il significato eterno di ‘olam’ oppure le sue associazioni punitive.
La domanda che ci interessa qui è come questi cambiamenti graduali nell’uso delle parole dovrebbero influenzare la nostra comprensione dei testi del Nuovo Testamento.
- Appendice B – Il dollaro si ferma dove?
Viviamo in un mondo così complesso che per lo più possiamo solo immaginare le conseguenze delle nostre azioni. E se consideriamo la possibilità di una catena infinita di eventi, che si estende da ora all'eternità, cominciamo a realizzare la possibilità di una responsabilità illimitata per le conseguenze devastanti di ciò che potrebbe esserci sembrato, al momento, essere atti minori di negligenza o interesse personale.
Di fronte a una simile possibilità, potremmo non preferire l’annientamento istantaneo? Ma sarebbe giusto che qualcuno infliggesse dolore e sofferenza indicibili agli altri, e poi abbandonare questa vita senza mai affrontarne le conseguenze? Sarebbe “giustizia”??
Allora dove si ferma la responsabilità e come possiamo trovare la libertà dalla punizione che meritiamo e dal nostro retaggio di colpa? Alla croce! Questo è il punto in cui Dio, nella persona di Gesù, ha assunto formalmente la responsabilità ultima e ha sopportato le conseguenze di tutto il male che sia mai stato commesso. Questo è l'unico posto dove tutti sono condannati, tutto può essere perdonato; e nessuno può giudicare nessun altro.
- Appendice C – La morte è per sempre?
Sappiamo tutti che la normale morte umana richiede solitamente tempo, e il grado di sofferenza coinvolto può variare considerevolmente. Ma Gesù’ l'insegnamento si fonda sulla rivelazione che la morte corporale non è la fine; e che tutti coloro che muoiono alla fine dovranno affrontare il giudizio di Dio. A quel punto si valuterà se la persona sarà ammessa al regno celeste di Dio, la cui bellezza andrà oltre ogni immaginazione.
Ma, per quelli che non lo sono, arriverà la scioccante consapevolezza di aver sprecato la vita cercando la propria realizzazione, solo per perdere tutto ed essere escluso per sempre dal paradiso. Questi saranno condannati all’“Oscurità Esterna”.’ nel “Lago di Fuoco”; conosciuta anche come la “Seconda Morte”. Il Lago di Fuoco continuerà ad esistere come memoriale permanente degli effetti del male. «Il diavolo e i suoi angeli’ soffrirà lì per sempre. Lo stesso faranno quegli umani che si schierarono deliberatamente dalla parte della “Bestia”.’ contro Dio negli ultimi anni del suo regno. Ma per il resto dell’umanità peccatrice il loro destino è descritto come “distruzione”.’ Quanto sarà completo e quanto tempo ci vorrà non è definito. Ma non è ragionevole aspettarsi che la sua durata o intensità dipendano dalle sofferenze che essi stessi hanno causato?
- Appendice D – Il peccato imperdonabile
Anche se raramente discusso tra i cristiani, Satana ama riempire i nostri cuori con la paura di ciò, in qualche modo, siamo stati colpevoli di un “peccato imperdonabile”; e sono quindi condannati per sempre all'Inferno. Molti, compresi grandi uomini e donne di Dio, come John Bunyan (della fama di "Pilgrims Progress".) così come i cristiani alle prime armi (come me) sono caduti in questa particolare trappola; che può manifestarsi in vari travestimenti per intrappolare chi ha una coscienza tenera, gli sconsiderati troppo sicuri di sé e tutti quelli nel mezzo.
Satana è il massimo esperto nell’abuso e nella distorsione della Parola di Dio. La sua tattica preferita è quella di citare sottilmente e applicare erroneamente anche le verità pronunciate da Dio stesso; per non parlare delle parole pronunciate da uomini e donne devoti che hanno compreso solo imperfettamente ciò che hanno udito da Dio. È subdolo e determinato; mentre noi siamo spesso vulnerabili alle sue minacce e ai suoi inganni. Ma non abbiamo mai bisogno di vivere nella paura di fallire a causa della nostra debolezza o mancanza di fede. Tutta la Trinità – Padre, Figlio e Spirito Santo: si impegnano a guidarci fino alla fine.
Se confessiamo i nostri peccati, è fedele e giusto da perdonarci i peccati, e per purificarci da ogni iniquità. (1 John 1:9)
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creazione pagina Kevin king