Intrappolati dai nostri stessi peccati
Passiamo ora a considerare le conseguenze della disobbedienza di Adamo.
Fare clic qui per tornare a Possiamo non sbagliare?, o uno qualsiasi degli altri argomenti di seguito:
Il premio del serpente
È già stato suggerito che il serpente avesse un programma personale più profondo del semplice sabotaggio della creazione di Dio. Allora cosa si aspettava di guadagnare dal peccato di Adamo??
- Dio aveva creato Adamo sovrano e protettore della terra (Gen 1:28). Dio è fedele alla sua parola: e quella parola dichiara che i doni e la chiamata di Dio sono irrevocabili (Num 23:19, Rom 11:29). Finché Adamo seguì Dio, la terra rimase sotto il dominio e la protezione ultima di Dio. Ma, scegliendo di seguire il serpente, Adamo stava obbedendo a lui invece che a Dio; così il serpente divenne il sovrano della terra. Lo affermò apertamente quando tentò Gesù (Lk 4:5-6), e Gesù lo riconobbe riferendosi a lui come al “principe di questo mondo”.’ (Jn 12:31). A differenza di Dio, l’interesse del serpente nel governare la terra era puramente egoistico. Questa era una brutta notizia per Adamo e per la terra nel suo insieme (Gen 3:17-8, Rom 8:22).
- Agli occhi di Dio, il serpente era un ribelle e un criminale. Perché allora Dio non lo ha semplicemente distrutto?? Una delle osservazioni più frequenti da parte di un criminale messo alle strette è, “Conosco i miei diritti!” Dio è un Dio di giustizia; ma anche di amore e di misericordia: mentre il serpente vede tutti questi attributi come semplici debolezze da sfruttare. Era consapevole dell’affetto di Dio per Adamo ed Eva, e stavo cercando una polizza assicurativa. Ora, se Dio avesse cercato di giudicarlo, potrebbe indicare il peccato di Adamo e affermare che Dio sarebbe ingiusto se risparmiasse Adamo ma non se stesso. E più l'uomo peccava, più forte sarebbe diventato il suo caso. È da questo che prende il suo altro nome di Satana: "l'accusatore".’
- Satana aveva già capito il significato delle parole, “nel giorno che tu ne mangerai, certamente morirai,” (Gen 2:17); perché era già condannato alla stessa pena. Significava essere separato per sempre dalla vita di Dio. Satana ci credeva, se Dio volesse cancellare questa pena per Adamo, poteva sostenere che la giustizia richiedesse un pagamento equivalente – o il suo perdono o una sorta di punizione infinita di sua scelta. Ma a Satana, accecato dal proprio egocentrismo, l'idea che Dio possa offrire se stesso come pagamento, era totalmente estraneo. Pensava di aver superato in astuzia Dio.
Natura autunnale
Gli esseri umani sono animali; con gli stessi tipi di bisogni e istinti naturali degli altri. Ciò ci rende più facile identificarci e comprendere i bisogni della creazione che originariamente eravamo destinati a governare. Ma ciò che ci distingue più di tutti gli altri animali è la nostra capacità di conoscere Dio, ragionare, prevedere e fare scelte morali. In misura molto maggiore di qualsiasi altro animale siamo in grado di agire in modi che prevalgono sulla nostra programmazione naturale.
Ciò significa che possiamo imparare dalle nostre esperienze, anticipare le potenziali conseguenze delle nostre azioni e modificare il nostro comportamento per ottenere un risultato migliore. Abbiamo il potere di valorizzare qualità come l’amore al di sopra di considerazioni minori – anche, se necessario, al di sopra della sicurezza e del comfort nostro o delle nostre famiglie.
Ma senza la presenza di Dio nella nostra vita la nostra capacità di scelta morale è paralizzata, in diversi modi:
- La nostra capacità di prevedere le conseguenze delle nostre scelte è molto limitata. A meno che non possiamo accedere a una saggezza superiore alla nostra, gli errori sono praticamente garantiti. (Ma tieni presente che questi diventano fallimenti morali solo quando tale saggezza è disponibile e scegliamo di ignorarla.)
- Senza Dio non esiste uno standard morale assoluto di giusto e sbagliato. La vita degenera nella “sopravvivenza del più adatto”.;’ dove "più adatto".’ è definito come, "colui che sopravvive".,’ e' giusto’ come quello che funziona per il sopravvissuto.
- Senza la presenza di Dio nella nostra vita ci manca la motivazione per fare il bene.
- Senza la presenza di Dio nella nostra vita ci manca il potere di fare il bene. Proprio come i nostri corpi fisici perdono forza senza le necessarie scorte di cibo, aria e calore, allo stesso modo anche la nostra natura spirituale e morale si indebolisce quando non siamo collegati a Dio.
- Tutti quelli nati nel mondo da quel momento nascono in un mondo corrotto dal male; e si ritrova sotto l'influenza di quel male ancor prima che siano abbastanza grandi da scegliere consapevolmente di fare del male.
Il risultato è che ritorniamo nella sfera degli “animali intelligenti”.’ – ancora in grado di imparare e fare cose straordinarie: ma incapaci di gestire adeguatamente la nostra natura animale naturalmente egocentrica. I risultati di ciò possono essere visti ovunque intorno a noi, negli abissi della crudeltà, depravazione e indifferenza alla sofferenza degli altri in cui spesso è sprofondata l’umanità.
Ma avrebbe potuto andare peggio. Non importa quanto potenti e spietate siano state queste persone crudeli e violente, alla fine sono morti tutti; e con l'ascesa di una nuova generazione, disgustati dai loro misfatti, sono stati compiuti nuovi sforzi per costruire un futuro migliore. Ma cosa accadrebbe se gli autori di questi mali fossero stati immortali??
Yahweh Dio ha detto, “Ecco, quell'uomo è diventato come uno di noi, conoscere il bene e il male. Ora, perché non stenda la mano, e prendi anche l'albero della vita, e mangiare, e vivere per sempre…” Perciò Yahweh Dio lo mandò fuori dal giardino dell'Eden, a coltivare la terra da cui fu tratto. Quindi ha scacciato l'uomo; e pose i cherubini ad oriente del giardino dell'Eden, e la fiamma di una spada che girava da ogni parte, per custodire la via verso l'albero della vita. (Gen 3:22-24)
Quindi quel giorno, come Dio aveva predetto, Adamo fu tagliato fuori dalla presenza di Dio e dall’accesso all’albero della vita. Ciò significava questo, spiritualmente, era già morto (Vedere “Qual è il significato della morte?” per una spiegazione più completa) e, fisicamente, lui e tutta la nostra razza erano condannati a morire. Per usare un esempio moderno, siamo come un laptop o un telefono cellulare senza caricabatterie – costretto a funzionare con una batteria che si scarica gradualmente, finché non si esaurisce la corrente e diventa inutilizzabile.
Ma questa condanna a morte fu in realtà un atto di misericordia – di limitazione del danno – finché il piano generale previsto da Dio prima ancora di creare il mondo non potesse essere adempiuto..
Un catalogo di fallimenti
La storia del genere umano da allora fino alla venuta di Gesù può essere riassunta come un catalogo di fallimenti, mentre l'umanità cercava tutti i tipi di modi diversi per trovare felicità e realizzazione. A volte, furono fondate grandi civiltà e grandi imprese furono compiute: ma tutto finiva nell’egoismo, sfruttamento e fallimento. Tra questi, la più notevole dal punto di vista di questo studio è la storia del popolo ebraico.
Dio ha scelto un uomo, Abramo, che era disposto a rischiare tutto per seguire Dio e procedette a dimostrarlo, con un simile atteggiamento, una grande nazione potrebbe formarsi contro probabilità apparentemente impossibili. Avendo dimostrato loro il suo valore, Dio poi stabilì le leggi di governo; promettendolo, se solo fossero obbedienti a queste leggi, la nazione avrebbe continuato a prosperare e sarebbe diventata una fonte di benedizione per il mondo intero. Ma la loro adesione a queste leggi fu di breve durata: e il resto della loro storia fu un altro ciclo deprimente di successi occasionali e molti altri fallimenti.
La lezione generale della storia può essere riassunta così: Uomo, attraverso il suo ingegno, può controllare la natura: ma non può vincere il proprio egoismo. Può governare la terra: ma lui stesso è governato dal suo stesso peccato e, in definitiva, soggetto alla continua manipolazione dello stesso spirito ingannatore che per primo lo ha portato in questo pasticcio.
Il nostro debito impagabile
Molte persone suppongono che Dio giudicherà le persone valutando il loro “bene”.’ azioni contro il loro “cattivo”.’ quelli – e forse anche tenendo conto di un confronto con il “peggiore”.’ prestazione degli altri. Esamineremo più in dettaglio le basi su cui Dio giudica le persone altrove. Ma c’è una parabola di Gesù che rende assolutamente chiaro che questa idea è un fallimento.
Ma chi c'è tra voi?, avere un servo che ara o custodisce le pecore, quello dirà, quando rientra dal campo, «Vieni subito e siediti a tavola,’ e piuttosto non glielo dirò, «Preparami la cena.», vestiti adeguatamente, e servimi, mentre mangio e bevo. Poi mangerai e berrai’? Ringrazia quel servo perché ha fatto le cose che gli erano state comandate? Penso di no. Anche così anche tu, quando avrai fatto tutte le cose che ti sono state comandate, Dire, «Siamo servi indegni. Abbiamo fatto il nostro dovere.’ ” (Luk 17:7-10)
Gesù’ il punto è che anche se, da ora in poi, fai tutto ciò che Dio si aspetta da te, non hai fatto niente di più di quanto Dio si aspettasse in primo luogo. Non hai guadagnato alcun "credito".’ che puoi usare per compensare tutte quelle volte in cui non hai agito come dovresti. Indipendentemente da ciò che tu o chiunque altro potete o non potete fare, i tuoi fallimenti personali stanno creando un debito sempre crescente che non potrai mai ripagare.
Fare clic qui per tornare a Possiamo non sbagliare?, o uno qualsiasi degli altri argomenti di seguito:
- Quello che Gesù si aspetta da noi
- Come è andato tutto storto
- Il Masterplan di Dio
- Il lavoro pratico
- Come funziona?
- La necessità di una scelta continua
Vai a: A proposito di Gesù, Pagina iniziale di Liegiman.
creazione pagina Kevin king